Bollettino Ceciliano

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Il Bollettino Ceciliano con allegato musicale Cantet Vox Cantet Vita è la rivista dell’Associazione Italiana Santa Cecilia; mensile di formazione liturgico musicale presenta articoli su varie tematiche, informazione sulle attività promosse dal Consiglio Direttivo e dai Segretariati (congressi, convegni, corsi), cronache di eventi.

 

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Bollettino Ceciliano

Il 22 novembre 1905, a due anni dalla promulgazione del Motu Proprio, Ambrogio Amelli si recò nella chiesa di Santa Maria dell’Anima a Roma per riprendere il Vessillo di Santa Cecilia, con l’augurio del Papa “Intende, prospere procede, et regna”, in quella data fece uscire il primo numero del Bollettino Ceciliano, in cui dichiarava che l’Associazione era risorta.
Scopo della rivista fin dall’inizio fu lo stesso dell’Associazione così chiaramente definito all’art. II dello Statuto che, aggiornando quello del 1870, propugnava “la restaurazione e il progresso della Musica Sacra secondo lo spirito della Chiesa, particolarmente adoperandosi per la pratica attuazione del Motu proprio di S.S. Pio X”: contribuire alla realizzazione della “Riforma della Musica Sacra” iniziata nel 1880 ma che per diverse cause dopo cinque anni era rimasta languente, o pressoché inefficiente.
A differenza delle altre, che si presentavano come riviste locali, il periodico dell’Associazione, pur avendo il sottotitolo di rivista, mantenne il taglio informativo della “vita” di un sodalizio nazionale animato dall’intento di unificare gli sforzi di tutti in una medesima direzione.
Fino al 1909, il periodico emanò direttive dal centro per l’attività delle sezioni regionali e diocesane, e riportò cronache della vita delle medesime sezioni, ma subito si levarono voci a chiedere un “Supplemento musicale” per adottare nuove musiche per canto o per organo nelle varie chiese, come già facevano altre riviste.
Angelo De Santi si premurò di pubblicare nelle bibliografie le composizioni di canti per il popolo secondo l’indicazione del Motu Proprio, e dette incarico a Oreste Ravanello di compilare brani per coro e per organo da inserire in una “Appendice musicale” per il 1911.
Il n. 12 del 1926 iniziò la serie della pubblicazione mensile di “Appendice Musicale” con musiche vocali di autori antichi e contemporanei, qualche laude filippina e musiche organistiche per i vari momenti della Messa. Tale pubblicazione durò ininterrotta fino all’anno 1934, e venne curata da Celestino Eccher di Trento. Il periodico continuò così la sua pubblicazione anche nei periodi difficili funestati dalle guerre. Il Concilio Vaticano II portò in senso all’Associazione una fase di riflessione. L’annata LXV (1970) inizia una nuova serie del periodico, corredata da fotografie, e alimentata da sette rubriche corrispondenti al lavoro dei cinque Segretariati più la nota redazionale e la Rassegna di Musiche – Libri – Riviste; uscì con la periodicità di 10 numeri mensili di 32 pagine ciascuno e contenenti un inserto musicale in quattro numeri; la linea redazionale dichiarava l’intenzione di mantenere l’equilibrio tra il nuovo e il vecchio secondo il desiderio di Paolo VI.
La conduzione del Bollettino Ceciliano prese un nuovo stile dal 1 gennaio 1997 allorché venne nominato direttore Valentino Donella. Gli articoli redazionali, che continuano tuttora, hanno impresso una caratteristica di fondamento e di chiarezza di linee a tutta l’attività della Associazione e hanno suscitato molto interesse tra musicisti, musicologi, liturgisti e anche tra coloro che non ne condividono le impostazioni.
La storia del Bollettino Ceciliano ha condotto a vivere l’anno centenario della sua esistenza nella consapevolezza che le vicissitudini della musica per la liturgia in Italia sono sempre state sostenute anche dall’Associazione Italiana Santa Cecilia con lo spirito originario di fedeltà ai documenti della Santa Sede e dell’Episcopato.
La veste esteriore del periodico nell’anno centenario, 2005, si è rinnovata, lo spazio interno è stato distribuito più razionalmente e i titoli dei contributi sono apparsi a colori, una nuova rubrica denominata “Organi nuovi” si è affiancata con articoli di organologia.
Dopo diversi anni il Bollettino Ceciliano è stato completato da un supplemento allegato “Appendice Musicale” dal titolo “Cantet vox, cantet vita”, secondo l’espressione di S. Agostino (Enarr. in Ps, 148), in forma di fascicoli.
Dopo cento anni dalla sua rinascita, si vede realizzato l’auspicio che fece Pio X il 22 novembre 1905 all’Associazione Italiana Santa Cecilia: “Intende, prospere procede, et regna!”.
Il Bollettino Ceciliano, da parte sua, è ancora la “voce” limpida e sincera della prosperità del sodalizio a beneficio della Liturgia nelle chiese italiane.

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